BUSINESS CLASS BY AMERICAN EXPRESS

Approfondimenti e spunti per far crescere il tuo business.

Il futuro dei social network: i 10 trend 2023

Sui canali social è in atto un profondo cambiamento evidenziato in parte anche dalle recenti riorganizzazioni in casa Meta (ex Facebook) e Twitter. Queste piattaforme devono quindi adattare le loro caratteristiche in base all’interesse degli utenti, in continuo mutamento, e alla crescente concorrenza. Allo stesso tempo, anche i brand devono seguire le nuove tendenze, che si prevede domineranno il 2023. Secondo la società di Consumer Intelligence Talkwalker si dovrà fare più attenzione alle informazioni e alle notizie, verranno sviluppati nuovi format “multisensoriali” e si punterà sempre più su customer experience e sostenibilità

Tra esperti e analisti si parla di una “tempesta perfetta”, che si sta abbattendo sui social network. Dopo il boom nel periodo più critico della pandemia, quando si sono registrate crescite oltre le aspettative, ora le piattaforme sembrano non riuscire più a sobbarcarsi gli ingenti investimenti per lo sviluppo di nuove applicazioni. E c’è anche chi lavora e prevede un futuro con servizi sempre più a pagamento.

A incidere considerevolmente sulla crisi è anche l’ascesa di nuovi canali che attirano principalmente quella grossa fetta di mercato composta da giovani e giovanissimi delle generazioni Z e Alpha, che prima di tutto evitano di venire profilati: infatti, sembra che circa l’80% degli utenti abbia rifiutato il tracciamento di Meta. Un cambio di scenario che impatta non soltanto su Facebook e Instagram, ma anche su Twitter, YouTube, Snapchat eccetera.

I nuovi social piacciono un po’ a tutte le categorie di utilizzatori, perché più aperti, decentralizzati, attenti al rispetto della privacy e al controllo delle fake news. Non solo: anche gli inserzionisti pubblicitari sembrano maggiormente interessati alle ultime novità.

BeReal è definito l’anti-Instagram: si condividono solo immagini e video istantanei e senza filtro, e solamente quando si riceve l’apposita notifica per postare il contenuto, che sparisce dopo 24 ore. Mastodon è il social su cui si trasferiscono molti di quelli che stanno abbandonando Twitter: manca la pubblicità, gli iscritti non vengono profilati e il controllo della piattaforma è affidato alla sua stessa community. Stanno avendo grande successo anche app di messaggistica come Telegram e Discord. Senza dimenticare il boom di TikTok, un must tra i giovanissimi. Attualmente conta circa 1,2 miliardi di utenti e il suo fatturato, secondo le stime, triplicherà entro la fine dell’anno.

Le tendenze 2023 dei social media

A dettare il successo o l’insuccesso di un social sono quindi le esigenze e gli interessi dei consumatori, mutati considerevolmente nell’ultimo periodo anche per grandi tematiche come la pandemia, la crisi degli approvvigionamenti e il forte aumento del costo della vita. Gli utenti sono più esigenti e alla ricerca di risposte immediate, sempre con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alle ultime tecnologie. Ed è a questo che anche i brand devono adattarsi per continuare a sfruttare al meglio i social media.

Per capire cosa aspettarsi dal futuro, si possono analizzare i 10 trend per il 2023 redatti dalla società di Consumer Intelligence Talkwalker.

  1. I cookie si sbriciolano

Nel 2023 si dirà addio, seppur ancora gradualmente, ai cookie di terze parti, che consentono di personalizzare le esperienze sul web attraverso la raccolta di informazioni e dati. La sfida per le aziende che operano online è quindi quella di riuscire a trovare metodi alternativi per continuare a conoscere al meglio i comportamenti dei consumatori. Alcuni esempi? La social & web listening, che rileva quanto i brand vengono menzionati su siti e social network e la consumer intelligence, che sempre tramite la raccolta di dati porta alla creazione di campagne di marketing mirate.

  1. Un nuovo standard per i social media

Fake news e deepfake (la manipolazione di immagini e video tramite intelligenza artificiale) sono in crescita, ma aumenta anche l’attenzione dei consumatori. E allo stesso tempo anche le loro richieste a brand e canali social di puntare maggiormente su affidabilità e autenticità. La sicurezza digitale diventa, quindi, prioritaria e le aziende che operano sui social si devono impegnare maggiormente a prevenire comportamenti fraudolenti.

  1. La novità dei social decentralizzati

Si sta già assistendo all’ascesa di nuove piattaforme social decentralizzate, al cui interno è fondamentale anche lo sviluppo di soluzioni collegate al mondo delle criptovalute e della blockchain. Le reti di questo tipo puntano su una tecnologia aperta a tutti e secondo Talkwalker ci saranno sempre più persone che utilizzeranno le crypto per pagare online. Ad adeguarsi devono essere prima di tutto le grandi aziende.

  1. Social media multisensoriale

Secondo l’indagine, sta prendendo sempre più piede l’Internet dei sensi, cioè la possibilità di creare esperienze sensoriali digitali. I marchi devono essere in grado di intercettare questa nuova tendenza, ad esempio con iniziative di gamification o la creazione di centri commerciali immersivi. Anche tenendo conto che il 43% degli intervistati si aspetta che queste esperienze diventino di massa entro il 2030. Per cominciare, Talkwalker consiglia alle aziende attive sui social di ideare video su TikTok correlati da didascalie e voci fuori campo originali oppure di utilizzare contenuti vocali o basati sui suoni sfruttando la popolarità dei podcast e delle piattaforme audio.

  1. L’ascesa e la caduta del social commerce

Il potenziale di crescita è enorme, ma questa tipologia di e-commerce, basata proprio sulla vendita di prodotti e servizi tramite i social network, sembra al momento avere un particolare successo solo in Cina. Ma va tenuto in considerazione come gli utenti siano sempre più intenzionati a esplorare nuovi canali per lo shopping online. Per questo i brand devono studiare attentamente il mercato e la piattaforma migliore su cui approdare per esperienze di shopping di questo tipo.

  1. La corsa al metaverso darà i suoi frutti

Con un mercato potenziale da 800 miliardi di dollari la ricerca prevede che molti nuovi attori vorranno entrare in questi mondi virtuali nei prossimi mesi, affiancandosi alle big già presenti (Meta in testa). Nonostante per molti sia un flop, e il numero di utilizzatori ancora sotto le stime, secondo Talkwalker il 2023 potrebbe essere l’anno in cui una prima iterazione di metaverso sarà pienamente realizzata. I brand, quindi, devono agire già ora per farsi trovare pronti.

  1. Il marketing cambia con l’analisi predittiva

Solo il 42% degli esperti di marketing sostiene di avere competenze nell’analisi predittiva. Ma la situazione cambierà nel 2023, con un maggiore ricorso a questa tecnica che sfrutta l’Intelligenza Artificiale per analizzare fatti già avvenuti e formulare previsioni per il futuro. Comprendendo, così, quali sono i trend di consumo da seguire per avere successo.

  1. La sostenibilità ambientale non può più aspettare

Non solo slogan ma anche azioni concrete. È questo che vogliono i consumatori quando si parla di sostenibilità e lotta al cambiamento climatico. Circa l’82%, infatti, vorrebbe che le società mettessero le persone ed il pianeta in prominenza rispetto ai profitti. I marchi che ci riusciranno saranno anche in grado di conquistare fette di mercato più grandi.

  1. La customer experience sarà sempre più social

I consumatori moderni vogliono prodotti e servizi con celerità ma numerose aziende che operano online faticano a fornirli in tempi brevi, anche per via della crisi nella catena di approvvigionamento. E lo stesso vale per le risposte in caso di problematiche con gli acquisti. Per questo è importante fornire assistenza in tempi rapidi. La previsione è che nel 2023 aumenterà l’uso di canali di supporto dedicati sui social media.

  1. La creazione di community

Nel 2023 le società dovranno rivolgersi non ai singoli consumatori ma a community più ampie, di cui faranno parte non solo i clienti ma anche dipendenti e influencer con l’obiettivo di promuovere e parlare dell’azienda agli altri utenti. L’interazione potrebbe avvenire su piattaforme alternative come Discord e Telegram, dove instaurare conversazioni più specifiche e personalizzate.

A cura di OFNetwork

Che cos’è l’acquisizione di talenti e come può aiutare la vostra azienda ad avere successo

Attrarre e selezionare i talenti è un processo proattivo e strategico fondamentale per identificare le persone dotate delle giuste competenze. Ma può richiedere anche mesi ed è necessario avviare a livello aziendale un solido programma. Come? Basandosi su otto pilastri

Traduzione dell’articolo in inglese pubblicato su Business Class, global content platform di American Express, e disponibile qui https://www.americanexpress.com/en-us/business/trends-and-insights/articles/what-is-talent-acquisition-and-how-can-it-help-your-business-succeed/

L’acquisizione dei talenti è un processo proattivo e strategico per identificare, attrarre e assumere i migliori professionisti. Il processo è focalizzato sul futuro, modellato esplicitamente dagli obiettivi e dai piani dell’organizzazione. L’intento è quello di trovare persone che abbiano non solo le giuste competenze, ma anche la mentalità e i valori che permetteranno loro di avere successo nella vostra società.

La ricerca di queste figure richiede tempo e può durare mesi. Spesso comporta l’avvio di contatti con i candidati ideali anche se non sono attivamente alla ricerca di un lavoro. Di solito coinvolge diversi stakeholder, dalle risorse umane, ai responsabili delle assunzioni, agli esperti di marketing e pubbliche relazioni, alle agenzie di ricerca e selezione, ai manager delle linee di business e ai dirigenti. Se fatta bene, l’acquisizione dei talenti garantisce che le persone giuste siano nel posto giusto quando l’azienda ne avrà bisogno.

Tutto ciò è in netto contrasto con il reclutamento tradizionale. Se l’acquisizione dei talenti è proattiva, il reclutamento è reattivo; se la prima è strategica, il secondo è tattico. Il reclutamento è generalmente responsabilità di una singola persona o di un team, e di solito inizia solo quando è necessario occupare un posto di lavoro specifico. I reclutatori creano un annuncio, selezionano i curricula, intervistano i candidati e alla fine fanno un’offerta a una persona. Il reclutamento si concentra sulla copertura del posto vacante nel più breve tempo possibile, per cui l’offerta viene solitamente fatta al miglior candidato disponibile. Questo non significa necessariamente che sia il migliore. 

In teoria, la squadra di baseball potrebbe reclutare un sostituto del giocatore infortunato. Ma non è necessario essere un appassionato di questo sport per capire che un dilettante che arriva dalla strada probabilmente non è in grado di reggere il confronto con i professionisti.

In altre parole, il reclutamento – almeno quando si cercano professionisti qualificati – è imperfetto. L’assunzione sbagliata può portare a un costoso turnover e avere un impatto negativo sulla produttività, sul morale e persino sulla cultura aziendale.

I PROGRAMMI DI ACQUISIZIONE DEI TALENTI POSSONO FALLIRE SE SONO STATICI, MENTRE HANNO PIÙ SUCCESSO SE VENGONO COSTANTEMENTE ADATTATI AI CAMBIAMENTI DEL MERCATO DEL LAVORO O DEI PIANI AZIENDALI, CONSENTENDO DI SFRUTTARE DI PIÙ CIÒ CHE FUNZIONA E MENO CIÒ CHE NON FUNZIONA.

Nemmeno l’acquisizione dei talenti è perfetta, ma le aziende che l’hanno adottata hanno riscontrato una serie di vantaggi: riduzione dei costi di assunzione ed eliminazione del rischio finanziario di una selezione sbagliata; riduzione dei tempi di assunzione perché ci sono sempre candidati in attesa; miglioramento della qualità delle assunzioni.

Per ottenere questi vantaggi, le aziende devono creare un processo completo di acquisizione dei talenti.

8 pilastri di un solido programma di acquisizione dei talenti

I seguenti otto principi possono essere incorporati in un programma adatto alle esigenze di un’azienda di qualsiasi dimensione.

  1. Sapere dove è diretta l’azienda.

Uno dei vantaggi dell’acquisizione di talenti è quello di posizionare meglio l’organizzazione per il futuro, ma questo è possibile solo se si conosce il percorso della propria azienda.

Può sembrare ovvio, ma molte piccole e medie imprese non hanno piani concreti. Senza questi progetti, le società si trovano spesso in una situazione in cui si prendono decisioni affrettate e a breve termine per poi faticare ad assumere personale.

Stabilite invece un piano quinquennale con tappe semestrali o annuali. Se create un prodotto, ad esempio, avete intenzione di far crescere la vostra attività espandendo la distribuzione, lanciando nuovi articoli o entrambi? La risposta può aiutare a definire il tipo di collaboratori di cui avrete bisogno per raggiungere il vostro obiettivo.

  1. Identificare i ruoli che hanno un impatto maggiore.

Una volta tracciato il percorso della vostra azienda, identificate le mansioni che potenzialmente possono creare il maggior valore per la società. Questo aiuta a concentrare il tempo e le risorse per l’acquisizione dei talenti in modo da ottenere il massimo ritorno sull’investimento.

Ad esempio, gli ingegneri che progettano la prossima generazione di aeromobili daranno probabilmente il massimo contributo al successo di un’azienda aerospaziale. Ma in un’impresa di prodotti di consumo, i brand manager potrebbero essere il ruolo che aggiunge il maggior valore.

  1. Promuovere un forte marchio del datore di lavoro.

Un marchio di consumo esprime ciò che l’azienda rappresenta per i suoi potenziali clienti. Un employer brand invece trasmette ciò che si prova a lavorare per l’azienda.

L’employer branding può incorporare elementi del consumer brand, ma non si ferma a questo. Integra la missione e i valori della società, la cultura aziendale, la retribuzione e i benefit, il processo di inserimento e le opportunità di sviluppo professionale.

Nel reclutamento tradizionale, i candidati vendono le loro competenze e i loro valori. Nell’acquisizione di talenti, siete voi a vendere i valori dell’azienda ai candidati. Quando sviluppate il vostro employer brand, prendete in considerazione l’idea di rivolgervi a esperti di branding marketing e di pubbliche relazioni per stabilire una solida struttura di presentazione della vostra azienda.

  1. Usare la tecnologia per prendere decisioni.

La tecnologia può essere un’ottima fonte di dati per aiutare a prendere decisioni. Un software di tracciamento dei candidati, ad esempio, può aiutarvi a identificare quelli più qualificati. Ma non fermatevi a questo.

Potete migliorare l’efficienza dell’acquisizione dei talenti automatizzando il maggior numero possibile di passaggi. Un’area chiave dovrebbe essere la gestione di valutazioni pre-assunzione, che vanno dai test di abilità specifici per il lavoro (si pensi ai test di dattilografia o di contabilità) a quelli di personalità, come valutazioni comportamentali, studi sull’intelligenza emotiva, test cognitivi e altro ancora. La tecnologia può anche aiutarvi a standardizzare le domande dei colloqui, raccogliere le risposte e assegnare un punteggio ai candidati. L’uso della tecnologia non solo è più efficiente rispetto alla gestione manuale, ma è anche generalmente più oggettivo.

  1. Andare dove sono i candidati.

Un pilastro fondamentale dell’acquisizione di talenti è l’ampliamento del bacino di candidati al di là delle persone in cerca di lavoro. Ciò avviene in modo più efficace se si va dai potenziali candidati, anziché limitarsi a invogliarli a venire da voi.

Uno degli esempi più noti di questa strategia è la ricerca di programmatori di alto livello da parte di Deloitte. I reclutatori dell’azienda hanno smesso di partecipare agli eventi che negli anni hanno portato altri talenti Deloitte perché non erano efficaci per trovare professionisti del software. Invece, sono andati dove i programmatori si ritrovano: conferenze IT, hackathon, code fest, showcase di prodotti e così via.

  1. Conoscere i candidati.

L’acquisizione dei talenti deve essere un processo accurato e ponderato, durante il quale i candidati vengono esaminati a fondo. Oltre a partecipare a diversi colloqui strutturati – in cui tutti gli intervistatori utilizzano le stesse domande di base – ai professionisti verrà solitamente chiesto di completare una serie di valutazioni (alcune delle quali sono state menzionate sopra nel pilastro “tecnologia”). L’insieme di questi elementi vi aiuterà a formare un’immagine completa di un potenziale assunto.

  1. Non fermarsi all’assunzione del candidato.

Una volta che avete individuato il candidato ideale e che ha accettato la vostra offerta, non volete che un inizio di lavoro difficile si trasformi in disincanto o, peggio, in rapide dimissioni. Ecco perché l’acquisizione di talenti, a differenza del reclutamento tradizionale, non si ferma quando il candidato accetta l’offerta. L’onboarding è una parte cruciale del processo che inizia con il comprendere cosa vuol dire avere successo in quel determinato ruolo, per poi garantire che il nuovo assunto abbia gli strumenti e le informazioni necessarie per raggiungere il traguardo. In genere, l’onboarding è un processo di 90 giorni, con controlli intermedi a 30 e 60 giorni.

  1. Misurare, misurare, misurare.

I programmi di acquisizione dei talenti possono fallire se sono statici. Hanno più successo se vengono costantemente adattati ai cambiamenti del mercato del lavoro o dei piani aziendali, consentendo di sfruttare di più ciò che funziona e meno ciò che non funziona.

Per capirlo, misurate il maggior numero possibile di elementi. Queste misurazioni dovrebbero includere metriche come le tempistiche di assunzione, il tempo che un candidato trascorre in ogni fase del processo di acquisizione dei talenti, la fonte dell’assunzione, il tasso di accettazione dell’offerta, il rapporto tra colloqui e assunzioni, il tasso di soddisfazione dei candidati, il costo di sostituzione di un dipendente e il costo per assunzione. Utilizzate i dati per promuovere il cambiamento.

Ad esempio, se la fase di valutazione è la più lunga, forse potete abbreviare il processo di assunzione conducendo un numero minore di valutazioni, rielaborando le istruzioni fornite, migliorando la comunicazione di follow-up o l’esperienza in altri modi.

Il risultato

L’acquisizione dei talenti è un processo proattivo e orientato al futuro che garantisce alle aziende di assumere le persone giuste al momento giusto per crescere. Farlo bene può dare un solido vantaggio competitivo. Queste otto strategie possono essere preziose per costruire un programma di assunzione delle risorse umane per un’impresa di qualsiasi dimensione.

A cura di OFNetwork

Pianificare e gestire l’impresa efficacemente in 5 passi

Con tante cose da fare, è facile che i proprietari di piccole imprese si perdano nelle questioni finanziarie immediate, come la gestione dell’inventario, il pagamento delle buste paga e delle bollette. Ma per crescere, un’azienda ha bisogno anche di un piano finanziario per il futuro, con obiettivi da raggiungere in 3-5 anni. Ecco come svilupparlo

Traduzione dell’articolo in inglese pubblicato su Business Class, global content platform di American Express, e disponibile qui https://www.americanexpress.com/en-us/business/trends-and-insights/articles/5-steps-for-effective-financial-planning-and-management/

Con tante cose da fare, è facile che i proprietari di piccole imprese si perdano nelle questioni finanziarie immediate, come la gestione del magazzino, il pagamento delle buste paga e delle bollette.

Ma per crescere, un’azienda ha bisogno anche di un piano finanziario per il futuro. Una pianificazione finanziaria completa stabilisce obiettivi aziendali più ampi e a lungo termine, che rimangono inalterati nonostante le fluttuazioni delle attività quotidiane.

Se gestito correttamente, un piano finanziario di tre o cinque anni può contribuire a mantenere il flusso di cassa e definire il percorso dell’azienda.

UN PIANO FINANZIARIO NON È UN DOCUMENTO DEFINITIVO, MA NON DOVREBBE NEMMENO ESSERE COSTANTEMENTE MODIFICATO. PIUTTOSTO, È BENE STABILIRE UN CALENDARIO – MAGARI BASATO SU ALCUNI TRAGUARDI DI FATTURATO O SU PERIODI DI TEMPO PRESTABILITI – PER RIVEDERE, RIVALUTARE E, SE NECESSARIO, RIAGGIUSTARE IL PIANO.

Creare un piano finanziario

La stesura di un piano finanziario può sembrare dispendiosa in termini di tempo, ma è un passo fondamentale per la crescita, ed è esattamente ciò che molte piccole imprese prevedono di fare.

Secondo un’indagine della Federal Reserve condotta nel 2021 su oltre 10.000 piccole imprese, il 59% si aspettava un aumento dei ricavi per il 2022.

Sebbene nessuno possa prevedere con assoluta certezza le condizioni del mercato esterno a diversi anni di distanza, la pianificazione finanziaria può indirizzarvi nella giusta direzione.

Ecco come creare un piano finanziario per la vostra piccola impresa.

  1. Scegliete il vostro approccio.

Prima di creare un piano finanziario, occorre una strategia.

In generale, esistono due approcci alla pianificazione finanziaria: bottom up e top down. Le aziende più grandi e diversificate tendono ad adottare un approccio dal basso verso l’alto (bottom up), partendo da informazioni dettagliate su specifiche linee di prodotti e servizi – come gli acquisti effettuati, il valore degli ordini, le proiezioni di vendita e le spese operative – per aiutare a prevedere le entrate dell’intera azienda.

Per le imprese più piccole, che offrono un numero minore di prodotti o servizi, è spesso preferibile un approccio top-down (cioè dall’alto verso il basso). Si parte da un quadro generale delle finanze dell’azienda nel suo complesso, oltre che da dati di mercato di elevato profilo, per aiutare a prevedere i ricavi della società e dei singoli prodotti.

  1. Includete gli elementi essenziali.

La pianificazione finanziaria è solida quanto le informazioni su cui si basa. Ogni piano finanziario include tre principali indicatori: un conto economico, un rendiconto dei flussi di cassa e uno stato patrimoniale, tutti di particolare interesse per potenziali investitori e finanziatori.

  • Conto economico. Mostra l’utile netto di un’azienda, il suo “risultato finale”. Elenca tutti i ricavi e le spese in un determinato periodo, in genere un anno diviso in trimestri. Un risultato finale positivo sul conto economico indica un profitto, un risultato finale negativo indica una perdita.
  • Rendiconto e proiezione dei flussi di cassa. Un rendiconto dei flussi di cassa riporta la quantità di denaro che è entrata e uscita dall’azienda in un determinato periodo di tempo, compresi i saldi iniziali e finali. La proiezione del cash-flow è un modello ipotetico del flusso di cassa futuro, spesso basato sui dati dei precedenti rendiconti di cassa, combinati con ipotesi sulle attività future. Un flusso di cassa positivo indica un aumento delle attività liquide, mentre uno negativo evidenzia una maggiore spesa rispetto alle entrate nel periodo specificato.
  • Bilancio. Contiene le attività dell’azienda (ciò che possiede), le passività (ciò che deve) e il patrimonio netto (ciò che vale). Se la somma delle passività e del patrimonio netto è uguale alle attività, il bilancio è corretto. In caso contrario, è probabile che si sia verificato un errore – magari dati estratti da date sbagliate o un semplice errore di battitura, come la trasposizione di numeri – che deve essere corretto.

Il più delle volte, un piano finanziario comprende anche:

  • Indici finanziari. Si tratta di indicatori di performance chiave (KPI) ricavati dai dati finanziari che dimostrano il buon andamento di un’azienda in diverse aree del business. I KPI scelti dipendono dal tipo di società che gestite, ma alcuni indici importanti da includere sono il capitale circolante, il rapporto debito/patrimonio netto, i margini lordi e il ritorno sugli investimenti (ROI).
  • Piano del personale. È un’istantanea dei dipendenti attuali, dei loro ruoli e delle potenziali posizioni che potrebbero essere create in futuro. Questo piano può essere estremamente dettagliato o meno, secondo le necessità; molti includono costi come la retribuzione e i benefit, oltre a ciò che il dipendente/ruolo apporta all’azienda per giustificare il suo costo.
  • Analisi del punto di pareggio. Il punto di pareggio è il momento in cui i ricavi totali o il volume di attività di un’azienda coprono i costi totali, fino al centesimo, senza profitti o perdite. È determinato da un calcolo finanziario noto come analisi di break-even, che di solito si effettua quando un’azienda sta valutando la possibilità di affrontare nuovi costi.
  • Previsioni di vendita. Si tratta di una stima dei ricavi e dei costi futuri di beni e servizi da vendere in un determinato periodo di tempo. Le previsioni tengono conto dei dati di vendita storici di un’azienda, nonché delle tendenze economiche e di settore, per aiutarla a pianificare una miriade di scenari finanziari.
  1. Stabilite degli obiettivi e create un percorso per raggiungerli.

Utilizziamo, a titolo di esempio, le entrate. Supponiamo che il vostro obiettivo sia quello di aumentarle del 50% l’anno prossimo. Un modo per raggiungere questo obiettivo consisterebbe nell’introdurre un nuovo prodotto sul mercato. Questo potrebbe richiedere un investimento maggiore in ricerca e sviluppo del prodotto, l’assunzione di più persone e il noleggio di ulteriori attrezzature. Come farete a pagare tutte queste nuove spese? Con le riserve di liquidità? Oppure dovrete cercare un finanziamento esterno, come una nuova linea di credito o un prestito? Più dettagli riuscite a definire, meglio sarete in grado di capire se i vostri obiettivi sono realistici e come raggiungerli.

  1. Considerate gli imprevisti.

Alcuni consulenti finanziari raccomandano alle aziende di creare più piani finanziari: uno ottimistico, uno realistico e uno di emergenza. Altri suggeriscono di creare scenari con un margine di +/- 10% per lasciare spazio alle variabili. Sono tutti esercizi validi, anche se bisogna tenere presente che un numero eccessivo di opzioni può anche confondere il percorso da seguire, il contrario di ciò che si sta cercando di ottenere. A volte è meglio semplificare.   

  1. Gestite il piano finanziario.

Un piano finanziario non è definitivo, ma non dovrebbe nemmeno essere costantemente modificato. Stabilite invece un calendario, magari basato su alcuni traguardi di vendita o su periodi di tempo prestabiliti, per rivedere, rivalutare e, se necessario, riaggiustare il piano in vigore. Ad esempio, potrebbe essere necessario aggiornare periodicamente i KPI e le previsioni di vendita man mano che l’azienda cresce.

Come minimo, esaminate il vostro piano finanziario alla fine di ogni anno fiscale e poi estendetelo di altri 12 mesi. Questo piano dinamico consente all’azienda di concentrarsi costantemente sugli anni a venire e la accompagna verso il futuro.

A cura di OFNetwork