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Donne e denari. Anche nel risparmio è lotta di genere

Finanza e investimenti

08 Giugno 2022

American Express

Le differenze di genere si ripercuotono anche sul mondo della finanza e degli investimenti. Ma sebbene la gestione famigliare del denaro sia ancora, in larga parte, un compito prettamente maschile, inizia a farsi strada una sempre maggiore consapevolezza da parte delle donne più indipendenti. La biologia non influenza la scelta del portafoglio ma, forse anche per retaggio culturale, studi e ricerche mostrano che in linea generale le donne tendono a essere molto più prudenti rispetto agli uomini. Ecco le loro scelte

Una donna su due non lavora e a seguito della pandemia, dicono i dati di una recente ricerca condotta da Ipsos, la situazione economica e finanziaria è peggiorata per il 50% della popolazione femminile. Alcune sono state costrette a lasciare il lavoro: nel 2020, secondo i dati diffusi dall’Ispettorato nazionale, si sono contate 42.000 dimissioni volontarie di genitori con bambini fino ai tre anni di età, di questi il 77% è rappresentato proprio da neo-mamme. Altre, invece, hanno dovuto ridimensionare l’attività lavorativa per far fronte ai crescenti impegni di cura e gestione della famiglia. 

Un’indagine del 2017 di Episteme, società specializzata in ricerche di mercato, inoltre, metteva in luce un dato allarmante: il 37% delle italiane, all’epoca, non possedeva un conto corrente. E, dunque, la gestione del budget famigliare era spesso demandata al partner. 

Di recente, infine, l’Istat (l’Istituto nazionale di statistica) notava che sebbene in Italia quasi sei laureati su dieci siano donne, solo 17 ragazze su 100 ottengono un titolo di studio in discipline scientifiche, contro circa il 36% degli uomini. 

Il gender gap nella finanza

Le differenze di genere si ripercuotono anche sul mondo della finanza e degli investimenti. Eppure, alcuni segnali positivi si iniziano a intravedere. Per esempio, secondo l’Osservatorio sui sottoscrittori di fondi comuni dell’Ufficio Studi Assogestioni (con dati al 31 dicembre 2020), in circa 20 anni la quota di risparmiatrici è aumentata dal 42% del 2002 al 47% del 2020. Raggiungendo, quindi, quasi la parità. Ma non si tratta di una tendenza generalizzata. La ricerca, infatti, mostra anche che sono le più giovani ad essere significativamente sotto-investite rispetto ai coetanei maschi. Infatti, mentre con l’aumentare dell’età diminuisce la percentuale di uomini che investe in fondi, per le donne è vero l’esatto opposto: sono quelle della generazione dei baby boomer, cioè nate (secondo la definizione comunemente attribuita dai sociologi) tra il 1946 e il 1964, ad avere più capitali da parte da destinare anche agli investimenti. O perché, magari anche per questioni successorie o di salute, si trovano nella condizione di dover prendere in mano la gestione delle finanze familiari.

Ma non c’è solo questo aspetto. Sebbene il Covid-19 abbia inevitabilmente contribuito ad acuire, in larga parte, il divario soprattutto economico e lavorativo tra uomini e donne, ha anche rappresentato in un certo senso, il volano verso una maggiore consapevolezza. Le incertezze legate allo scenario attuale, infatti, hanno di fatto aumentato le necessità di risparmio. Un recente studio della multinazionale americana di servizi finanziari con sede a New York, JPMorgan, condotto in 10 Paesi del mondo su un campione di circa 4mila donne, ha evidenziato una tendenza interessante: durante l’emergenza sanitaria, circa un terzo delle donne ha aumentato sia i risparmi a lungo termine sia gli investimenti. 

Come investono le donne?

Forse anche per retaggio culturale, studi e ricerche mostrano che in linea generale le donne tendono a essere molto più prudenti rispetto agli uomini. E indubbiamente più concrete. Certo la scelta degli investimenti non è biologicamente definibile sulla base del genere, ma quello che dimostrano alcuni dati è che la popolazione femminile tende a privilegiare obiettivi di risparmio di lungo periodo, come la pensione per esempio. Con lo scopo duplice di raggiungere, nel futuro, una situazione di stabilità e sicurezza finanziaria, da un lato, e di indipendenza dal partner dall’altro. Non solo. Rispetto agli uomini che agiscono per lo più d‘impulso, le donne sono anche spesso molto più avverse al rischio. Non a caso, nei loro portafogli è più facile trovare strumenti obbligazionari, tendenzialmente più sicuri, rispetto agli azionari. 

Per quanto riguarda, invece, i prodotti finanziari, secondo alcune ricerche le donne sarebbero più inclini a favorire un tipo di investimento sostenibile, che rispetti l’ambiente e abbia a cuore tematiche di buona governance aziendale. Negli Stati Uniti, JPMorgan ha rilevato che quasi tre donne su quattro sostengono che investire in modo sostenibile sia importante, e oltre i tre quarti delle intervistate si dichiarano fiduciose che gli investimenti “green” possano produrre cambiamenti positivi.

A cura di OFNetwork

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