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Dove investire con l’inflazione

Finanza e investimenti

06 Aprile 2022

American Express

L’aumento dei prezzi e le proiezioni negative sull’andamento del carovita in tutta Europa preoccupano gli investitori. Come ottenere rendimenti interessanti anche in un contesto così complesso? La casa e l’oro restano i beni rifugio per eccellenza. Ma per cercare di battere l’erosione del potere d’acquisto si cercano anche altre alternative. Come le obbligazioni indicizzate all’inflazione, i fondi inflation-linked o i TIPS. Mentre i Millennials puntano sulle criptovalute

 

A inizio anno la Banca Centrale Europea era convinta che si trattasse di una situazione transitoria, destinata a esaurirsi nel breve periodo. Ma lo scoppio del conflitto armato tra Russia e Ucraina ha rapidamente cambiato le carte in tavola, facendo volgere in negativo tutti gli scenari. A marzo, secondo le stime di Eurostat, l’inflazione ha fatto segnare un nuovo record in tutta l’Eurozona salendo al 7,5% dal 5,9% del mese precedente. Anche in Italia i pronostici sembrano essere plumbei. I dati provvisori diffusi a fine marzo dall’Istat, infatti, fotografano una situazione che non si verificava dal novembre del 1991, con l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera comunità che ha registrato un aumento del 6,7% su base annua, mentre la crescita mensile è dell’1,2%. E per il futuro, ora, gli economisti si dicono preoccupati.

 

Dall’Eurotower, infatti, Christine Lagarde, Presidente della Banca Centrale Europea, ha parlato di una “fase difficile”, caratterizzata da un’inflazione più elevata e meno crescita Arrivando a ritenere che le tensioni geopolitiche e l’incertezza sull’evoluzione del conflitto porteranno il tasso di ben lontano dalla soglia del 2% auspicata dalla BCE. Le stime, riviste in negativo a inizio mese, infatti, prevedono un aumento dei prezzi del 5,1%, che verrà poi parzialmente riassorbito nei due anni successivi.

 

I beni rifugio

 

Una delle principali incognite che attanagliano gli investitori è relativa all’allocazione dei risparmi. Come orientare le scelte di portafoglio in modo da riuscire comunque a ottenere rendimenti interessanti, sconfiggendo anche l’erosione del potere d’acquisto dovuta al rialzo dell’inflazione? Secondo gli esperti, la casa (cioè il mercato immobiliare) e l’oro restano ancora i beni rifugio per eccellenza. Non è un caso che, nel corso della prima giornata di apertura dei mercati dopo l’incursione armata del governo Putin sul suolo ucraino, le quotazioni del metallo giallo siano schizzate alle stelle, superando i 1974 dollari l’oncia.

La regola aurea è che in tempi di volatilità, secondo gli analisti, l’oro fornisca una sorta di protezione del capitale, poiché dotato di un valore intrinseco che tende a rimanere più o meno inalterato (o a variare di poco) durante le oscillazioni dei mercati.

 

Così, per esempio, si può scegliere di acquistare lingotti oppure optare per Etc (Exchange traded commodity), cioè strumenti finanziari garantiti da oro fisico che replicano fedelmente l’andamento della materia prima. Ma ci sono anche fondi d’investimento tematici che includono nel paniere le azioni delle aziende attive nel settore minerario, cioè che si occupano di estrarlo.

 

I titoli legati all’inflazione

 

Chi vuole scommettere sul carovita ha a disposizione, invece, le obbligazioni o i fondi obbligazionari definiti “inflation-linked”. Hanno la caratteristica di essere indicizzati direttamente all’inflazione, con cedole che si rivalutano, quindi, sulla base dell’andamento di questo tasso.

 

Non stupisce, infatti, che l’emissione di inizio febbraio del Btp€i, collocata dal Tesoro e direttamente collegata all’andamento dell’inflazione europea, sia stata un successo, con richieste che hanno toccato quasi i 19 miliardi di euro, contro i 5 miliardi offerti inizialmente.

 

Mentre sul mercato americano si può optare per il corrispettivo Tips, cioè i Treasury Inflation Protected Securities: titoli di stato USA, emessi dal Tesoro, e legati all’andamento dell’inflazione con l’obiettivo di preservare il potere d’acquisto.

 

Criptovalute

 

C’è poi una delle asset class in assoluto più rischiose (e certamente più speculative), quella delle criptovalute, che piace soprattutto ai giovani appartenenti alla generazione dei Millennials che, in alcuni casi, la privilegiano addirittura alla finanza tradizionale. Lo confermano anche alcuni studi americani dai quali emerge che dallo scorso anno sono proprio gli investitori under 40 a preferirle come strumento di “protezione” dall’erosione del potere di acquisto dovuto al carovita.

 

Bisogna però prestare particolare attenzione, perché si tratta di uno strumento molto volatile. Tra fine 2021 e l’inizio del nuovo anno, per esempio, il Bitcoin era arrivato a dimezzare il proprio valore. E con lo scoppio del conflitto, sono state proprio le criptovalute le prime a perdere quota, crollando vertiginosamente salvo poi riprendersi nelle settimane successive. Anche se, dicono gli analisti, non si è vista quell’impennata che alcuni si aspettavano dopo l’applicazione delle sanzioni alla Russia da parte dei paesi della Nato. Mentre una significativa influenza sul loro andamento si è registrata quando il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha aperto le porte al dollaro digitale e al mondo delle criptovalute. Nelle ore successive il Bitcoin ha toccato una quotazione record di 42mila dollari.

 

A cura di OFNetwork

 

Chiuso in redazione il 31 marzo 2022

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