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L’ascesa dei pagamenti istantanei da qui al 2025, con l’Europa protagonista

Smart Business

11 Gennaio 2021

American Express

Un mercato sestuplicato entro metà decennio rispetto ai valori del 2020, dai 3mila miliardi di dollari dell’anno scorso fino a quota 18mila miliardi annui entro il 2025. Sono numeri da vero e proprio boom quelli che a livello mondiale si profilano per gli anni Venti nell’ambito dei pagamenti istantanei, ossia in cui le transazioni vengono completate in un massimo di dieci secondi dal momento della conferma.
 
Visti i volumi in gioco e la rapidità di crescita, quella degli instant payments non è semplicemente una tecnicalità operativa, ma una questione di competitività nazionale e internazionale. Un terreno di gioco in cui il muoversi in modo precoce e il favorire l’adozione di questi strumenti innovativi può fare la differenza e cambiare le prospettive.
 
Le previsioni di crescita
 
A tracciare un quadro panoramico della situazione attuale e di quella futuribile è stata la società di business intelligence britannica Juniper Research, che ha pubblicato un articolato rapporto “Instant payments: domestic & cross-border analysis and forecasts 2020-2025”, con previsioni relative al mercato interno del Regno Unito e alla situazione a livello globale. Un lavoro che ha visto la luce a ottobre 2020, e che si proietta in avanti nel tempo per tutto il prossimo lustro.
 
In termini quantitativi, al di là della crescita esponenziale del mercato nel suo complesso, alcuni dati emersi dallo studio sono risultati particolarmente significativi e per nulla scontati. L’aspetto più positivo, almeno in una visione Europa-centrica, è che saranno proprio l’Italia e gli altri paesi occidentali dell’Unione Europea (più il Regno Unito) a trainare l’ascesa mondiale del settore. Si prevede infatti che nel 2025 ben il 38% del mercato complessivo – ossia quasi 7mila miliardi di dollari l’anno – sarà appannaggio dell’Europa occidentale. Viceversa, gli Stati Uniti potrebbero avere il ruolo di pecora nera tra le grandi potenze mondiali, perché la quota di mercato indicata dalle previsioni è dell’8% appena, vale a dire 1.440 miliardi.
 
L’altro dato rilevante riguarda invece l’equilibrio tra le transazioni B2B e quelle B2C. Anche se come numero i pagamenti istantanei dei privati potrebbero rappresentare la maggioranza assoluta, non sarà affatto così in termini di flussi di denaro. Addirittura, si prevede che gli scambi istantanei di denaro tra aziende corrisponderanno all’89% del volume d’affari totale, relegando il settore dei consumatori a un ruolo sostanzialmente marginale. Ciò è dovuto da un lato al fatto che i pagamenti B2B sono ovviamente molto più corposi rispetto a quelli B2C, muovendo mediamente parecchio denaro in più, ma dall’altro sono le aziende stesse che ricaveranno un valore aggiunto dai pagamenti istantanei. Si tratta infatti di una modalità che si presta molto meglio delle altre all’automazione dei processi, all’uso di soluzioni di intelligenza artificiale e di analisi dati, oltre che a filiere di pagamento complesse e articolate, multi-passaggio. Non a caso, la cifra attribuita dalle previsioni agli instant payments corrisponde al 17% del mercato complessivo B2B: un traguardo imponente raggiunto già in pochi anni.
 
Dai pagamenti transfrontalieri ai gap da richiudere
 
Uno dei principali impatti dei pagamenti istantanei sull’economia riguarderà le transazioni internazionali. Avere a disposizione un metodo agile e rapido per trasferire denaro tra paesi diversi creerà anzitutto reti d’affari internazionali più solide, riducendo non solo i tempi tecnici ma soprattutto il livello di frustrazione generato da sistemi più macchinosi. Allo stesso tempo, però, richiederà una revisione dei modelli di business di chi opera proprio nell’ambito dei pagamenti transfrontalieri, perché il mercato si sta preparando a una trasformazione che parte dalle fondamenta.
 
A restare centrale per i prossimi anni è certamente anche il tema del ruolo degli Stati Uniti, che, come già anticipato, si troveranno probabilmente costretti a correre. Il motivo di questo ritardo è l’arrivo di un sistema di pagamenti istantanei per le istituzioni finanziarie federali (FedNow), che però vedrà la luce solo tra il 2023 e il 2024. Troppo tardi, dicono gli analisti, per essere al passo con il mercato, tanto da auspicare l’arrivo di “soluzioni creative” per i pagamenti digitali che possano fare da ponte tra l’attuale sistema in uso e la prossima generazione di transazioni istantanee.

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