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Lavorare nel metaverso? Secondo l’Università di Harvard sarà così

Lavoro

30 Settembre 2022

American Express

Si potrà operare in un ambiente solo virtuale? Ad oggi nessuno è in grado di prevedere uno scenario definitivo. Ma la rivista del prestigioso istituto americano prova, per la prima volta, a fare delle ipotesi. Intanto si sperimentano modalità per organizzare riunioni e incontri con i colleghi o con clienti. E si sviluppano nuovi prodotti tecnologicamente avanzati come visori, ologrammi e guanti tattili. Perché  le attività umane potrebbero subire una radicale trasformazione e potrebbero nascere nuove figure professionali

Il mercato del metaverso dovrebbe arrivare a valere, nel 2024, 800 miliardi di dollari con una crescita annua del 13%. Il termine, tornato alla ribalta con l’annuncio della nascita di Meta (ex Facebook) alla fine di ottobre 2021, è stato coniato dallo scrittore Neal Stephenson nel romanzo cyberpunk “Snow Crash“ del 1992 per fare riferimento a uno spazio tridimensionale dove le persone possono muoversi e interagire. E proprio su ambienti virtuali in grado di replicare tutti gli aspetti della vita reale stanno ora puntando numerose società provenienti da settori diversi (dal gaming alla moda passando per le imprese attive nello sport e quelle della tecnologia).

Al centro dei dibattiti, a livello globale, vi è spesso la trasformazione del mondo del lavoro: come cambierà? Quali professioni saranno maggiormente richieste in questa realtà virtuale?

Nuove modalità per interagire e fare meeting

Già dall’annuncio del lancio di Meta, si è subito iniziato a pensare a come portare nel metaverso riunioni e incontri di business. Uno dei principali vantaggi di questo mondo virtuale è infatti la possibilità, per i dipendenti che si trovano in diverse parti del mondo, di interagire senza problemi. Il tutto grazie all’utilizzo di visori di realtà aumentata e sotto forma di avatar, pur mantenendo ambienti realistici e interazioni naturali, sfruttando ad esempio software come Horizon Workrooms di Meta o Mesh di Microsoft. Il tutto andrebbe a sostituire le tradizionali call di lavoro su Zoom o Google Meet.

Dispositivi di ultima generazione

Nel corso di questi mesi le tecnologie si sono già evolute. Le vecchie slide di presentazione sono state sostituite da modelli tridimensionali che garantiscono un’esperienza immersiva, dove ciascun partecipante può scegliere quale documento sfogliare o quale video guardare. E nelle grandi multinazionali i dipendenti sono stati invitati ad organizzare eventi, happy hour, sessioni di brainstorming in zone virtuali per mantenere alto il livello di collaborazione anche senza incontrarsi fisicamente.

Tra i dispositivi che più vengono utilizzati, e lo saranno ancora di più in futuro, vi sono i visori. Non è un caso che i modelli sul mercato siano in costante aumento e che la stessa Meta abbia da poco svelato tre nuovi prototipi da utilizzare nel metaverso. Già oggi, con gli Oculus, un marchio di Facebook Technologies (consociata di Meta), è possibile utilizzare tastiere virtuali, trasportare nella realtà virtuale la scrivania su cui si stanno progettando nuovi lavori e sfogliare documenti digitali. Condividendo tutto, in tempo reale, con i colleghi.

Inoltre, come spiegato nell’articolo “How the metaverse could change work” pubblicato dalla prestigiosa Harvard Business Review, la rivista edita dall’università americana, si stanno facendo rapidi progressi nell’ambito dell’olografia, per creare display virtuali a partire da immagini computerizzate, o per proiettare le persone durante eventi e riunioni. La stessa Meta, inoltre, sta sviluppando, all’interno della divisione Reality Labs, dei guanti “aptici” per ricreare una percezione tattile degli oggetti visibili solo nella realtà virtuale.

Uffici nel metaverso

Sono già partite anche alcune sperimentazioni per portare gli uffici, o le intere sedi aziendali, nel metaverso, andando così a sfruttare maggiormente le tendenze che già stanno trasformando il mondo del lavoro, in primis l’hybrid model sempre più in voga dopo lo smart working forzato durante la pandemia.

In Corea del Sud, ad esempio, l’azienda Zigbang specializzata nel real estate ha ideato Metropolis, una piattaforma che funge da quartier generale, dove i dipendenti possono spostarsi tra i vari uffici virtuali e incontrare i colleghi.

Viceverse è il nome dell’edificio ideato da Vice Media Group, società globale di digital media e comunicazione, inaugurato ad aprile 2022 sulla piattaforma Decentraland. All’interno di questi nuovi spazi i dipendenti si possono trovare per discutere di innovazione, soprattutto con l’obiettivo di sviluppare Non Fungible Token (NFT) e applicazioni del Web 3.0. Collegando, in questo modo, il personale che lavora in 25 uffici sparsi per il mondo. 

Altre sperimentazioni arrivano dalla società di servizi finanziari Morningstar, da quella di consulenza Accenture e da imprese attive nel mondo del risparmio, che stanno iniziando a creare spazi dedicati al personale, ad esempio per fornire loro nuovi strumenti di formazione o per effettuare i colloqui ai potenziali nuovi assunti. 

Le professioni più richieste

L’evoluzione del metaverso e lo sviluppo di nuove soluzioni per collaborare tra colleghi portano a una trasformazione non solo nelle modalità in cui si lavora ma anche alla nascita di nuove figure professionali che le aziende stanno cercando per approdare nel mondo virtuale.

Sempre secondo quanto pubblicato dall’Harvard Business Review, il metaverso sembra destinato a rimodellare il mondo del lavoro in almeno quattro modi. Oltre alla già citata collaborazione tra i team si parla di nuovi “colleghi digitali”, da utilizzare sfruttando l’intelligenza artificiale, ad esempio, per svolgere i lavori più ripetitivi. Tramite processi di gamification e di virtualizzazione, inoltre, secondo la rivista americana sarà possibile accelerare nell’apprendimento e nell’acquisizione di nuove competenze digitali. Infine, si apre la strada a quella che viene definita una “nuova economia del metaverso” con posizioni lavorative completamente nuove.

A tracciare quali saranno le professioni maggiormente richieste nel prossimo futuro è TechStar, azienda che sviluppa soluzioni per supportare le imprese che vogliono operare nel metaverso.

La prima figura ad essere citata è quella del Web3 Developer, vale a dire l’evoluzione del tradizionale sviluppatore di soluzioni web, specializzato anche in nuove tecnologie come la blockchain, gli smart contract e le app decentralizzate. Seguono poi esperti in infrastrutture come il cloud designer in grado di sviluppare i cosiddetti “digital twin” e quindi di trasportare qualcosa di reale anche nel mondo virtuale.

Ad aiutare le aziende a sviluppare soluzioni in linea con il metaverso e con le ultime tecnologie, predisponendo anche appositi processi di digitalizzazione e nuove strategie di comunicazione, ci penseranno poi l’Innovation Manager e il MetaMarketer.

Saranno molto utili anche i creatori di contenuti come, ad esempio, il Crypto Artist specializzato nell’ideazione di Non Fungible Token. E si svilupperanno anche professioni legate alla progettazione dei nuovi ambienti tridimensionali, quindi architetti e costruttori specializzati nel metaverso.

Non ultimo, serviranno esperti (Blockchain information security analyst) in grado di gestire le minacce ai sistemi informatici e di tutelare la sicurezza dei dati.

A cura di OFNetwork

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