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Le PMI fanno sempre più ricorso a fintech e challenger bank. Ecco perché

Innovazione

12 Dicembre 2022

American Express

Secondo il World Payments Report 2022 di Capgemini l’89% delle piccole e medie imprese intervistate non riesce a ottenere servizi bancari sufficienti per far crescere l’attività. Per questo vi è un interesse crescente alle offerte dei nuovi competitor finanziari, che operano prevalentemente online. E si affronta con sempre più interesse anche ciò che può offrire la blockchain

Nell’ultimo World Payments Report di Capgemini (società attiva nei settori della consulenza informatica e della fornitura di altri servizi professionali), pubblicato nel 2022, si legge che le piccole e medie imprese vengono spesso ignorate dal sistema bancario tradizionale pur rappresentando, soprattutto in Italia, un importante segmento di mercato. Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, infatti, è responsabile del 41% circa dell’intero fatturato e assorbe oltre il 30% della forza lavoro.​​ Un problema, quindi, che diventa emergenza se si pensa che, per crescere, espandere la loro attività o semplicemente sopravvivere ai periodi di crisi più intensi come quello attuale, tutte le società e in particolare le più giovani hanno bisogno di capitali, di finanziamenti e di servizi che agevolino il loro rapporto con i clienti.

E così sono sempre più numerosi gli imprenditori che hanno iniziato a rivolgersi a soggetti terzi, come fintech, paytech e challenger bank specializzate nell’offerta di servizi specifici e verticali di finanziamento o di pagamento dedicati proprio al business. Queste società operano prevalentemente online, hanno tempi di risposta più rapidi di una banca tradizionale, anche per quanto riguarda la concessione del credito, e sono in alcuni casi specializzate in servizi innovativi mobile e via web che le Pmi possono integrare nell’offerta, come primi fra tutti i portali di e-commerce.

Di cosa hanno bisogno le imprese?

Stando a quanto riporta Capgemini, entro il 2026 i nuovi sistemi di pagamento digitale rappresenteranno circa il 24% del totale di tutte le transazioni cashless, vale a dire “senza contanti”. I clienti, infatti, stanno dimostrando un notevole apprezzamento nei confronti di questi metodi, con una predilezione particolare per i pagamenti istantanei, di valuta elettronica, per i mobile e i digital wallet, i servizi account-to-account e i pagamenti con il QR code. Tutti strumenti che le imprese dovranno quindi saper adottare e rendere disponibili per poter soddisfare le esigenze dei consumatori di riferimento.

Cresce anche l’interesse verso i social network, soprattutto come diretta conseguenza della pandemia. Le piccole imprese territoriali e i commercianti locali, infatti, hanno dovuto rivedere il loro business in chiave digitale, spostando processi e attività online. Alcuni, per la prima volta, hanno scelto i canali social per iniziare a vendere i loro prodotti. Stando a una recente ricerca commissionata da Meta (capogruppo che ingloba tre delle piattaforme più famose e utilizzate al mondo: Facebook, Instagram e WhatsApp) a Ipsos (società multinazionale di ricerche di mercato e consulenza) e diffusa a novembre 2022, per esempio, in Italia il 22% delle Pmi si è trovata costretta ad adottare cambiamenti al proprio modello di business dopo la pandemia. Molte imprese, poi, hanno sperimentato per la prima volta il social commerce. E addirittura il 66% delle aziende intervistate ha affermato che l’attività ne ha risentito positivamente.

Ma non è solo questo. Le micro-imprese oggi si trovano anche a dover affrontare i problemi più tipici legati alla gestione del business, e difficilmente trovano riscontro (o soluzioni) presso gli istituti di credito tradizionali. Si tratta, per esempio, di questioni legate alla gestione del flusso di cassa e alla scarsa liquidità. Mentre sta prendendo sempre più piede il fenomeno degli attacchi hacker: ecco perché, tra le nuove esigenze delle Pmi, è sempre crescente anche la domanda di sistemi di sicurezza informatica, o polizze, per potersi difendere.

Cresce l’interesse verso la blockchain

Infine, non vanno sottovalutate le moderne tecnologie, a cominciare dalla blockchain, che stanno già iniziando a riscontrare un crescente interesse, seppur ancora quasi sempre teorico. Molte società, per esempio, ritengono che la catena di blocchi sia uno strumento utile soprattutto per integrare le reti di pagamento esistenti. Con una applicazione particolare nell’ambito delle transazioni transfrontaliere B2B (cioè Business-to-Business). E gli osservatori sono convinti che, nel prossimo futuro, la domanda per questi servizi potrebbe aumentare.

A cura di OFNetwork

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