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PMI italiane e digital transformation. A che punto siamo

Lavoro

19 Settembre 2022

American Express

Il 54% delle piccole e medie imprese italiane ha fatto ricorso allo smart working durante la pandemia. Il 98% ha almeno un canale di comunicazione digitale, come un sito o un’app. Il 52% ha rivisto i processi interni finalizzati alla trasformazione digitale, ma ben l’83% non utilizza alcun canale e-commerce. Ecco una fotografia sul livello di digitalizzazione delle PMI scattata dal nuovo Osservatorio American Express/BVA Doxa

La digitalizzazione è diventata centrale nelle strategie delle imprese italiane, soprattutto dallo scoppio della pandemia. Ed oggi è incentivata dalle misure previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha tra le sei missioni principali quella di promuovere e sostenere la transizione digitale e l’innovazione del sistema produttivo.

A fotografare lo scenario attuale è il nuovo Osservatorio di American Express e BVA Doxa. L’indagine è stata condotta su 300 PMI, con un fatturato da 10 a 30 milioni di euro, operanti in settori quali l’agricoltura, la manifattura, il commercio e i servizi.

L’importanza dello smart working e il bisogno di nuove modalità di networking

Oggi il 54% delle imprese intervistate fa ricorso al lavoro agile: il 48% lo ha scelto a seguito dello scoppio della pandemia mentre il restante 6% lo utilizzava già in precedenza.

Per adottarlo, il 52% ha rivisto i processi interni finalizzati alla digital transformation mentre il 37% ha scelto nuovi strumenti dedicati al networking, per stabilire quindi contatti a supporto dello sviluppo del business.

Al contrario, invece, vi è stato un basso ricorso a consorzi o rete di imprese (due terzi delle intervistate non ne fanno parte) e ancora più bassa (al 5%) è la quota di PMI che sono collegate a consorzi di ricerca scientifica e tecnologica.

L’utilizzo dell’e-commerce

Il commercio elettronico ha ancora importanti margini di crescita. Basti pensare, infatti, che sebbene il 48% degli intervistati svolga attività di export e che il 19% sia intenzionato a farlo nel prossimo futuro, solo il 17% fa ricorso all’e-commerce.

Due aziende su dieci sono però interessate ad implementare questa soluzione e il dato raddoppia se si considerano quelle che operano nel commercio.

Gli investimenti in tecnologia e la presenza sul web

Un fattore fondamentale per accelerare la digitalizzazione è l’aumento degli investimenti in tecnologia, ancora contenuti. L’indagine dimostra infatti che il 60% delle aziende coinvolte alloca meno di 10.000 euro l’anno per le dotazioni digitali (escludendo le spese per l’hardware). Solo l’8%, invece, investe più di 30.000 euro. L’1% non prevede spese di questo tipo.

Inoltre, buona parte di questi investimenti si limita a voci ritenute più necessarie che strategiche: la gestione digitalizzata dei documenti (nel 70% dei casi) e i social media (nel 62%).

Particolarmente rilevante, poi, è il dato sulla cybersecurity. Sebbene il numero di attacchi informatici sia aumentato nel 2021 e l’Italia sia stato il paese europeo più colpito, come rilevato dal report “Navigating New Frontiers” di Trend Micro (multinazionale specializzata in sicurezza informatica), solo una PMI su due ha investito in questo ambito.

Più positiva, invece, la presenza sul web e sui social delle aziende intervistate. Il 98% ha almeno un canale di comunicazione digitale (tra sito, app o profilo social), sfruttato principalmente per far conoscere i servizi offerti e il brand, piuttosto che per attività di fidelizzazione della clientela o per gestire contatti commerciali e fornitori. L’11% delle aziende, invece, non dispone di un sito Internet e il 2% non ha attivato alcun canale digitale.

Solo il 9%, inoltre, ricorre ai marketplace (come Amazon, eBay e Alibaba per citare i più importanti) per vendere i propri prodotti.

Analizzando nel dettaglio i social network, il più utilizzato è Facebook (91%), seguito da Instagram (36%), mentre Linkedin si ferma al 28%, e YouTube rimane ancora periferico (4%). 

Quasi un’azienda su due (il 44%) ha anche effettuato investimenti in campagne digital, soprattutto negli ultimi due anni (per il 36% dei casi) mentre il 13% è interessato ad avviarle.

A cura di OFNetwork

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