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Sette previsioni per l’economia e il business nel 2022

Lavoro

17 Gennaio 2022

American Express

L’attività a più alto rischio di errori epocali: prevedere il futuro. Chi ha annunciato il fallimento della Lehman Brothers, nel 2008? Chi ha previsto la pandemia COVID-19 con tutto quello che ne è seguito? Ma cercare di sapere cosa accadrà nel futuro è connaturato alla natura umana. Per questo siamo andati a prendere ciò che hanno scritto grandi esperti istituzionali e privati. Detto questo, ecco dunque le previsioni per il 2022.

 

1. Inflazione: sale e poi scende. Ma nel 2022 rimarrà come problema endemico

L’eredità del COVID-19 per il nuovo anno è l’inflazione. Nel 2022, il suo tasso scenderà nei principali mercati dopo avere raggiunto un picco nei primi mesi. Lo scrive Morgan Stanley nel suo “2022 Global Macro Outlook” e ne è convinta anche Christine Lagarde, Presidente della Banca Centrale Europea. In Europa, il tasso si porterà sotto il target della BCE del 2% entro la fine dell’anno. In altre parole, si recupereranno i livelli prepandemici con una crescita del PIL del 4,6% (+4,3% in Italia). Secondo il report “Outlook sull’economia 2022” di Intesa Sanpaolo per l’Italia “l’economia è considerata in recupero prima del previsto, a metà del 2022”.

 

2. Materie Prime e fonti energetiche: normalizzazione e incertezze

Il calo di forniture di materie prime e il relativo aumento dei prezzi (si pensi che quello del rame è salito in un anno di quasi il 21%) hanno caratterizzato il 2021. Nel settore delle tecnologie, ad esempio, è stata particolarmente avvertita la mancanza di chip. Ma nel 2022, l’offerta di materie prime dovrebbe normalizzarsi (lo scrive “2022 Market Outlook” di J.P. Morgan). E anche Bloomberg vede rosa. Restano aperte però incertezze sulle questioni seguenti: in primo luogo le tensioni politico-militari tra Russia e Nato su Ucraina potrebbero portare a sanzioni e blocchi di forniture; in secondo luogo, permane incertezza sulle fonti energetiche. In quest’ambito nei prossimi 12 mesi si giocherà una partita decisiva su numerosi tavoli, uno in particolare riguarda il nucleare: mentre nella UE si vorrebbe inserire anche l’atomo, oltre al gas, come fonte “green”, l’anno si è aperto con l’annuncio della Francia di volere chiudere 15 centrali nucleari con riflessi importanti sull’Italia che acquista energia oltreconfine. Per l’intero 2022 si prevede che debba proseguire il grande dibattito per la riduzione dell’inquinamento con il graduale abbandono dell’uso di carbone e petrolio. E le tensioni si prevedono alte, perché non c’è omogeneità di vedute tra Europa, Cina, Russia e Stati Uniti. Il calo dei prezzi del petrolio, comunque, dovrebbe portare a una normalizzazione dell’inflazione energetica nei prossimi 12 mesi e a un maggiore reddito disponibile reale, spiega Anima nel suo Outlook 2022, intitolato “Un anno di ordinaria incertezza”.

 

3. Investimenti sostenibili: i criteri ESG sono uno standard

Due indicatori di cambiamento possono decidere l’evoluzione economica nel 2022: gli investimenti in energia rinnovabile e il sostegno dato alle imprese “virtuose” che investono in innovazione e protezione dell’ambiente. Su questi temi le banche europee guidate dalla BCE stanno impegnandosi molto e la governance in ambito ESG (Environmental, Social, and Corporate Governance) è uno dei temi importanti che caratterizzeranno il prossimo anno. Dopo la pausa derivata dalla pandemia, infatti, è necessario riprendere il lavoro dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Che riguarda non solo il rispetto dell’ambiente, ma anche lo sviluppo sociale e la lotta alla povertà. Come ricorda Banca d’Italia, l’adeguamento ai criteri di investimento sostenibile diverranno dal 2022 uno standard. Con un forte impegno economico: nell’Unione Europea si stimano 180 miliardi di euro all’anno per finanziare il Green Deal UE nel periodo 2021-2027.

 

4. Criptovalute e moneta digitale: i buoi scappati dalla stalla

«Ciò che è vero per il glamour e lo stile potrebbe essere vero anche per il bitcoin. Proprio come un “passo falso della moda” può accadere all’improvviso, abbiamo appena ricevuto la prova che anche le valute digitali possono essere rapidamente superate. Tutto ciò che è servito alla criptovaluta per passare di moda è stato un tweet e una dichiarazione del governo cinese.» La sentenza emessa da Deutsche Bank si è abbattuta come una condanna senza appello nei primi giorni del 2022. Proprio quando in molti sono convinti che questo sarà l’anno di svolta delle criptovalute. Ma mentre i dubbi sulle valute digitali private restano alti, e le tensioni continueranno per tutto l’anno, le grandi superpotenze stanno alacremente lavorando alla moneta digitale di Stato. Prima fra tutti Cina (la più lesta ad affrontare la rivoluzione delle criptovalute), Stati Uniti (progetti affidati al prestigioso MIT, il Massachusetts Institute of Technology) e l’Europa (importanti novità sono attese per il 2023). Sul piano finanziario, poi, si segnala una serie di riconoscimenti delle criptovalute: la Borsa tedesca ha ammesso fondi elvetici con sottostante in cripto. La Banca Centrale d’Israele ha imposto alle banche private del paese di trattare i proventi delle criptovalute come altri normali trasferimenti. E sono attese anche nuove carte in arrivo nel 2022 che ammettono pagamenti con bitcoin.

 

5. Tecnologia e innovazione: nel Web 3.0 tutto ha un valore (e un prezzo)

Nel 2021, è partita la corsa del Web 3.0 e nel 2022 si capirà quali ne possono essere gli sviluppi concreti. Andrà alla prova quanto annunciato da Mark Zuckerberg sul metaverso. E capiremo i tempi per l’affermazione di queste realtà virtuali. In altre parole, il 2022 è l’anno cruciale per scoprire come si va e dove si va: con quali aziende, con quali tecnologie vincitrici e quali sconfitte. E verso un web dove niente è più gratuito, ma tutto ha un valore (leggi prezzo). In questo ambito ci viene in aiuto il trend descritto da Bloomberg che segnala un 2022 con una Apple molto più forte in termine di nuovi prodotti – come il nuovo iPhone 14 di cui già si leggono le prime indiscrezioni – ma soprattutto la nuova piattaforma per il metaverso in concorrenza con quella di Meta. Ma non solo. Nei prossimi 12 mesi sono ai blocchi di partenza “un sacco di videogiochi dall’aspetto impressionante” e un nuovo hardware portatile. Le videoconferenze si arricchiranno di immagini 3D nitide e realistiche. L’annuncio viene da Google. In attesa delle videoconferenze nel metaverso con la realtà aumentata. Un vincitore della pandemia, infine, è QR-code: proprietari di ristoranti, bar e negozi hanno scoperto che è semplice e vantaggioso permettere di consultare il menu dal cellulare stampando un codice QR sul tavolino o sulla vetrina. Infine, si parla sempre più spesso di lavoro a distanza, ma non si deve pensare di farlo solo da casa. Il 2022 apre la nuova era di flessibilità in cui le riunioni possono avvenire ovunque: in un caffè, in una sala conferenze o, forse, nel metaverso. 

 

6. Salute: app e nuove start-up per l’anno della speranza

Ufficialmente riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) la sindrome Long Covid è la realtà che ci accompagnerà nel 2022. Una folta platea di persone guarite dal COVID-19, ma che non possono riprendere la loro vita normale per diversi sintomi debilitanti come mancanza di respiro e disfunzione cognitiva rappresenta un problema che deve essere affrontato anche dal punto di vista economico e del lavoro. Infatti, richiederà sempre maggiori investimenti in strutture di ricerca e analisi. Proprio a metà del 2022 dovrebbero arrivare i primi risultati di alcune ricerche per curare il Long Covid. Terapie, fortunatamente, non troppo costose, pare con farmaci in esame già ampiamente utilizzati e disponibili come l’aspirina e gli antistaminici. Protocolli di riabilitazione e app utilizzabili da smartphone potranno aiutare anche a gestire il disagio mentale provocato dal lungo periodo di distanziamento soprattutto nei più giovani. Il magazine britannico The Economist in un articolo su questo tema parla di 2022 come “anno della speranza”.

 

7. Spazio: La nuova economia tra le stelle

L’economia spaziale è in piena espansione, e dovrebbe valere un trilione di dollari entro il 2040, secondo le stime di Morgan Stanley. Se nel 2021 si sono contati 64 voli spaziali commerciali, più del doppio del numero degli ultimi anni. E nel 2022 questo numero è destinato ad aumentare significativamente. La crescita del business spaziale e aerospaziale privato apre una serie di possibilità economiche, dai nuovi mercati per le imprese, alle opportunità di lavoro: il numero di posti di lavoro nell’economia spaziale è stimato intorno ai 400.000, ma si prevede che salirà a 1,5 milioni o più in futuro. Le società di private equity e venture capital saranno attivissime fino a dicembre a investire nelle aziende spaziali. Sperando non accadano altri incidenti come le due mancate collisioni dei satelliti di Starlink con la stazione spaziale cinese, a fine 2021.

 

A cura di OFNetwork

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