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Streaming: Disney scende in campo contro Netflix, Amazon ed Apple

Business Insights

12 Dicembre 2019

American Express

Le note che accompagnano la comparsa del logo Netflix sugli schermi sono ormai un must have. Ma che dire dell’intramontabile sigla Disney? Non solo ci trasporta in un mondo da favola, ma richiama ricordi e suggestioni impossibili da dimenticare tanto che, forte di questo legame con il pubblico, il colosso di Burbank ha deciso di sfidare quello che a oggi è il più grande servizio di intrattenimento via Internet al mondo – Netflix, appunto – lanciando Disney +, il suo primo canale streaming.
 
 
Sbarcato negli USA lo scorso 12 novembre, lo vedremo in Italia il 31 marzo 2020, con un catalogo di circa 500 film e oltre 7.500 episodi di serie tv. Oltre alla totalità dei contenuti Disney – da Biancaneve a Frozen -, saranno a disposizione dei telespettatori anche titoli Marvel, Pixar, Fox, Guerre Stellari e National Geographic, con l’obiettivo di raggiungere tra i 60 e i 90 milioni di abbonati entro il 2024.
 
 
Insomma, nessuno potrà dormire sogni tranquilli, neanche Reed Hastings che, fondando Netflix, ha posto le basi per la più grande rivoluzione dell’industria dell’intrattenimento degli ultimi tempi. Una svolta epocale che ha portato gli attori in gioco a investire nel settore qualcosa come 100 miliardi di dollari solo nell’ultimo anno, pari al valore dell’intera industria petrolifera americana. Basti pensare che solo negli ultimi 5 anni il settore dell’intrattenimento avrebbe speso almeno 650 miliardi di dollari in acquisizioni e programmazione.
 
 
Al centro della contesa: il pubblico, la cui attenzione è sempre più difficile da conquistare, così come la fidelizzazione. Secondo un recente studio di Deloitte, il 47% degli spettatori si sente “frustrato” davanti alla quantità dei servizi tra cui scegliere e per il Wall Street Journal, oltre il 40% dei clienti di Netflix sarebbe pronto a cancellare l’abbonamento per iscriversi a una delle nuove piattaforme. Tentazione che si fa particolarmente forte nelle famiglie con bambini, come ben identificato da Disney. Non è un caso, infatti, che la celebre società abbia scelto di posizionarsi sul mercato dello streaming con un prezzo bomba: 6,99 dollari al mese, meno del costo di un dvd o un biglietto del cinema. Al momento dell’annuncio a Wall Street, il titolo ha preso il volo, realizzando un + 11%, massimo storico. D’altro canto, Netflix – le cui spese per i contenuti pare siano arrivate ai livelli mostruosi di 15 miliardi di dollari -, ha perso il 3,40%.
 
 
E non è tutto, perché Disney + è solo l’ultima arrivata nella guerra per lo streaming. Netflix, infatti, deve vedersela anche con Amazon Prime – la prima ad averle lanciato il guanto di sfida, proponendosi in versione gratuita agli abbonati del servizio consegne Prime -, e con Apple Tv +, arrivata a novembre 2019 con grandi nomi (da Steven Spielberg a Sofia Coppola), un prezzo molto più basso (appena 5 dollari al mese) e 900 milioni di utenti potenziali, considerando quanti oggi utilizzano già le sue tecnologie. Per la prossima primavera, invece, sono attese: HBO Max, che unirà tutta la libreria Warner Media, da Trono di Spade a Cartoon Network, con il costo più alto di tutte (intorno ai 17 dollari al mese), e Peacock, la cui programmazione spazierà tra NBC e Universal, con una struttura commerciale a cavallo tra la dimensione free con pubblicità e quella a pagamento. Un universo che si completa con realtà più piccole ma non per questo meno rilevanti, come: Hulu, Quibi, Tim Vision, Infinity, NowTV, Youtube Premium e molte altre. Tutte, o quasi, basate sul modello SVOD (subscription video on demand), cioè per abbonamento. Anche se c’è chi già scommette sulla prossima diffusione del TVOD (transactional video on demand), ovvero pagare solo per ciò che si vede, quando lo si vede.
 
 
Chi resterà in piedi alla fine di questa battaglia? È difficile pronosticarlo, ma una cosa è certa: stiamo assistendo, a tutti gli effetti, alla nuova era dell’intrattenimento. O, per meglio dire: all’Entertainment – Season Two.

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