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Gattini crittografici, opere d’arte digitali, tweet e persino occhiali da sole firmati (ma inesistenti). Il mercato degli NFT si sta popolando di nuove opportunità di investimento. Che piacciono soprattutto ai più giovani. Ecco quali sono
In gergo tecnico si chiamano NFT, acronimo di non Non Fungible Token (tradotto letteralmente “token non fungibili”) e stanno ormai velocemente diventando un “must have” per gli investitori digitali, soprattutto i più giovani. Si tratta, in pratica, di speciali “gettoni” che rappresentano il certificato di autenticità e di proprietà di un bene. E grazie alla tecnologia blockchain, garantiscono che le opere a cui sono associati (anche se del tutto digitali) siano insostituibili e uniche. Già oggi possono essere utilizzati per comprare diritti di proprietà di svariati “beni” virtuali, soprattutto in ambito artistico.
Per esempio, l’opera in assoluto più costosa (almeno fino ad ora) si chiama “Everydays: the first 5.000 days”. È stata creata da Mike Winkelmann mettendo insieme oltre 5000 immagini digitali. Ed è stata battuta a un’asta di Christie’s per 69 milioni di dollari. Di recente, invece, Vodafone ha messo all’asta, a scopo di beneficenza, il primo SMS della storia trasformandolo in un NFT. Risale al 3 dicembre 1992 e fu trasmesso, attraverso la rete Vodafone, appunto, a un dipendente della compagnia per augurargli “Merry Christmas”.
Non solo opere d’arte. Il mercato si sta ampliando velocemente, e ora con gli NFT si possono acquistare anche vestiti e occhiali firmati, sempre naturalmente solo in formato virtuale. Su NBA Top Shot si comprano momenti-video del campionato di basket americano. C’è poi chi mette in vendita le gif di gattini miagolanti crittografici o di scimmie annoiate. E chi, invece punta sui tweet: il primo cinguettio di Jack Dorsey (papà del social network) è stato venduto per 2,9 milioni di dollari.
A cura di OFNetwork